#hashtags per ebook#hashtags for ebook

twitter Una breve ma ficcante carrellata di #hashtag interessanti per immergersi nelle discussioni Twitter sull’universo ebook.
I più utilizzati, ma anche più generici, sono ovviamente #ebook ed #ebooks. Per scegliere però un microargomento all’interno del magma digitale dell’universo ebook ecco una lista di alcuni #hashtag “mirati”:

#eprdctn

Qui si annidano i tweet che riguardano la creazione e lo sviluppo di ebook. Si possono trovare interessanti spunti di discussione nonché utili dritte per sbrogliare dubbi amletici.

#epub

Tweet con argomento l’ebook nella veste specifica dell’epub.

#mobi e #kf8

Tutti i cinguettii che hanno come fulcro gli ebook di casa Amazon, nella loro variante Mobi e KF8 (altri utili tweet si trovano sotto #Amazon).

#ibooks

Tutto quello che avete sempre voluto sapere ma non avete mai osato chiedere sul programma per leggere ebook made in Cupertino.

E ora qualche #hashtag sparso sul versante #ereaders: #kindle, #sony, #nook, #kobo, #ipad.

Link utili:

Top Twitter Hashtags for Ebook Publishers
Hashtags

Kindle e il sommario (o indice dei contenuti)Kindle and Table of Contents

Sommario kindleForse non tutti sanno che per ottenere il file Mobi si può, e nella maggior parte dei casi accade così, partire dal formato ePub del libro e convertirlo, con i tool messi a disposizione da Amazon, in Mobi. L’ePub però non ha le stesse caratteristiche del Mobi quindi convertendolo, senza apportare alcune modifiche al file di origine, possono venir meno delle parti essenziali, come il sommario (o indice dei contenuti).
Finché abbiamo a che fare con un romanzo, il problema può essere ininfluente, ma se l’oggetto della nostra lettura è un saggio o un libro che abbiamo bisogno di consultare avidamente la mancanza del sommario diventa un problema importante.

Come mai succede?
Mentre nell’ePub per visualizzare il sommario è sufficiente il file NCX, nel caso del Mobi dovremo creare un file html ad hoc per poter consultare il sommario sul Kindle.

Ecco come procedere per far sì che anche il Kindle legga compiutamente il sommario di un eBook.

1. Controllare i collegamenti del file NCX

Per prima cosa occorre controllare che all’interno del file OPF siano correttamente inserite le indicazioni riferite al file NCX.
All’interno del manifest deve risultare:

[cc lang=”php” tab_size=”2″ lines=”40″]


[/cc]

E nello spine:

[cc lang=”php” tab_size=”2″ lines=”40″]

[/cc]

2. Creare un file html per il sommario

A questo punto bisogna creare un file html dove riportare il sommario con tutti i collegamenti necessari ai vari capitoli/paragrafi. In questo modo il lettore, richiamando la pagina del sommario, potrà raggiungere le diverse sezioni del libro cliccando sul titolo corrispondente.
Il sommario non deve mantenere alcun riferimento ai numeri di pagina.
Tra le linee guida indicate da Amazon c’è inoltre il consiglio di non utilizzare il tag table per gestire i contenuti del sommario.

3. Inserire il nuovo sommario nel guide

Tornando nel file OPF, è necessario inserire il riferimento al nuovo file html (oltre che nel manifest e nello spine, come per tutti gli altri file) anche all’interno del guide. Per esempio così:

[cc lang=”php” tab_size=”2″ lines=”40″]



….

[/cc]

Ed eccoci giunti alla fine. Questi sono tutti gli accorgimenti necessari per far sì che un eBook mostri anche nella versione Mobi un sommario corretto 🙂

Correzione di bozze tra eBook e libro di carta

Correzione di bozze

Da piccola credevo che i testi fossero infallibili. Non mi ero mai fermata a pensare che potessero annidarsi degli errori, anche perché spesso ti viene inculcata l’idea che il libro non sbaglia mai. Crescendo mi è capitato di incontrare qualche refuso ed ecco che nasceva in me il dubbio, ricorrevo al dizionario e cerchiavo in rosso. Ma sempre con un certo distacco/timore: “Tu sei il libro e io posso solo limitarmi a leggerti”. Fu sconvolgente e fantastico scoprire che esisteva la figura del correttore di bozze. Da quel momento le mie cerchiatine in rosso divennero qualcosa di più e imparai a muovermi nel regno dei segni di correzione come un’escursionista che traccia simboli colorati lungo il percorso.
E ho imparato a prendere più confidenza con il libro, a interagire con lui come con una realtà viva e pulsante: il refuso non è una macchia, non è una colpa ma è segno della vita che è passata per quelle pagine. Questo, però, non deve giustificare il lassismo: i refusi vanno corretti e la fretta non è una buona consigliera. Per questo sono convinta che la figura del correttore non debba essere cancellata dalla fretta di pubblicare (e non lo dico solo perché la passione per questo mestiere “ancor non m’abbandona”).
Con gli eBook non si deve commettere l’errore di interpretare tutti i testi come degli instant book. Già troppo spesso questo errore viene commesso con la conversione (e così ci troviamo ad acquistare eBook realizzati in fretta e pieni di imperfezioni). La correzione di bozze è un diritto per ogni libro, aiuta il testo a prendere una forma ancor più compiuta. L’eBook permette di abolire i tempi della stampa tradizionale, ma non vedo perché debba essere abolita la correzione di bozze che è ben altra cosa. Facendo così si rischia solamente di pubblicare in fretta e male, irritando il lettore che si domanderà: “Ho acquistato un libro per doverne fare io la correzione?”.

Una paio di articoli interessanti sull’argomento:
Massimo Gatta, Caccia all’errore!, Il Sole 24 ore (5 febbraio);
Massimo Gatta, La perfezione perduta del libro, Il Sole 24 ore (5 febbraio).

Convention Apple, iBooks Author: .ibooks non .epub

iBooks Author
Come anticipato dai rumors, la convention Apple del 19 gennaio ha avuto come argomento principale l’editoria scolastica. Ho atteso qualche giorno prima di scrivere un punto della situazione, perché ho preferito documentarmi e osservare le reazioni seguite agli annunci della casa di Cupertino.
Purtroppo l’attesa di molti circa una maggior aderenza di Apple ai nuovi standard dell’ePub 3 è stata delusa e la casa di Cupertino ha invece presentato un nuovo formato proprietario, che si basa sull’ePub 3 ma non è ePub 3. Questo formato ha estensione .ibooks e può essere generato solo con iBooks Author, un programma che permette di realizzare eBook multimediali finalizzati soprattutto al settore dell’apprendimento scolastico. Gli eBook realizzati hanno estensione .ibooks e possono essere letti solamente con iBooks 2.0 (quindi esclusivamente su device Apple, per la precisione al momento possono essere letti solo su iPad, non su iPhone).
Tra i pro di questa applicazione c’è senz’altro il fatto che anche chi non ha dimestichezza con il codice e non sa com’è fatto un eBook può facilmente utilizzarla, trattandosi di un programma user friendly WYSIWYG.
La questione che ha generato maggiore disapprovazione da parte del pubblico è stato il fatto che nelle clausole di utilizzo del programma c’è quella di poter vendere l’eBook realizzato solamente attraverso i canali Apple.
Altro tasto dolente è il fatto che per poter utilizzare il programma occorre avere un Mac con OS X 10.7.2, quindi non solo è tagliato fuori chi ha Windows o Linux (per ovvie ragioni di interesse Apple) ma anche chi ha un Mac con sistema operativo di uno o due anni fa.

Ciò che ha destato perplessità in molti è il fatto che Apple abbia deciso di prendere una strada diversa dall’ePub 3. Infatti Apple non solo non ha fornito un programma di lettura in grado di supportare integralmente epub 3 con HTML 5, CSS 3, JavaScript e le ulteriori specifiche ma ha creato un nuovo formato per ebook. Con questa mossa, Apple ha deciso di intraprendere una strada diversa rispetto a questo standard. Ha creato un nuovo formato proprietario che presenta molte caratteristiche dell’ePub 3, ma che non è un ePub.

E chi si aspettava una risposta del programma di lettura iBooks per poter finalmente leggere ePub 3 con il loro contenuto evoluto, è rimasto deluso. La versione di iBooks 2.0 non è stata sviluppata per permettere il supporto totale di ePub 3 (con, mi ripeto, HTML 5, CSS 3, JavaScript, ecc.) ma per leggere il nuovo formato .ibooks. Se Apple persevererà su questa strada, dovremo dire addio a iBooks per leggere epub 3 su device Apple?

Quanti, per esempio, avessero sperato in una migliore integrazione tra ePub e JavaScript sono rimasti profondamente delusi, visto che neanche nei widget di iBooks Author appare una minima riga di Javascript.

E ora un primo breve sguardo ad alcune caratteristiche che differiscono dall’ePub.

MIMETYPE

Aprendo il file mimetype si trova:

[cc lang=”php” tab_size=”2″ lines=”1″]
application/x-ibooks+zip
[/cc]

Cosa significa? Vuol dire che l’eBook non viene inteso come un ePub ma come un formato iBook indipendente. Apple in questo modo non deve preoccuparsi che ciò che viene prodotto attraverso la sua applicazione funzioni al di fuori del suo sistema di lettura iBooks. Riprendendo le parole di Baldur Bjarnason:

It is a clear indicator that Apple doesn’t want this to be treated like ePub. That is, they do not want to have to worry about making sure that the output of iBooks Author is readable in ePub reading systems.
Yup, that’s a cue for ominous music.

CSS
All’interno dei file CSS si trovano elementi che non seguono gli standard W3C. Ci sono prefissate proprietà esclusive Apple che in quanto tali non potrebbero essere correttamente interpretate da altri programmi di lettura. Stessa cosa accade all’interno dei file XHTML per alcune caratteristiche di layout e disposizione del testo che non seguono uno standard.

[cc lang=”php” tab_size=”2″ lines=”40″]
-ibooks-layout-hint: inline;
-ibooks-list-text-indent: 0.0000pt;
-ibooks-strikethru-type: none;
-ibooks-strikethru-width: 1.0000px;
-ibooks-underline-type: none;
-ibooks-underline-width: 1.0000px;

@page ::nth-instance
{
height: 748.0pt;
width: 1024.0pt;
::slot(textShape-122)
{
height: 668.000pt;
left: 512.000pt;
top: 40.000pt;
width: 0.000pt;
z-index: 1;
}
}
[/cc]

E per chiudere qualche link interessante per approfondire l’argomento:

Baldur Bjarnason, The pros and cons of the iBooks 2.0 textbook format
Baldur Bjarnason, The iBooks 2.0 textbook format
Glazblog, iBooks Author, a nice tool but..

E gli hashtag per seguire le discussioni su twitter: #ibooksauthor, #ibooks, #ibooks2.

ePub 3: SMIL 3.0 per eBook interattivi

SMIL 3.0 Synchronized Multimedia Integration LanguageNelle specifiche dell’ePub 3 si legge anche della possibilità di utilizzare SMIL 3.0. Ma cos’è SMIL e perché è così interessante?
SMIL, che si pronuncia come l’inglese “smile” [smaɪl], è l’acronimo di Synchronized Multimedia Integration Language (Linguaggio di integrazione e sincronizzazione di files multimediali) ed è uno standard W3C che ha la sua origine nella prima versione del 1998. È basato su XML (quindi il suo contenuto può risultare familiare a chi già mastica HTML) e permette di combinare video, audio, immagini, testo in presentazioni interattive, con un ottimo controllo su layout e sincronizzazione.
Per fare un esempio: avete presente gli eBook che alle parole pronunciate dalla voce narrante fanno seguire “l’illuminazione” delle parole pronunciate? Anche questo è SMIL.

Ed ecco alcune informazioni sul codice SMIL per ePub 3 tratte da MobileRead Wiki:

L’elemento smil deve essere l’elemento radice di tutti i Media Overlay Documents nell’ePub 3. Può includere un elemento opzionale head. Essa deve includere un elemento body. Ci sono diversi attributi supportati, version (richiesto, deve essere impostato su 3.0), id, profile e prefix.
L’elemento meta deve includere un elemento property e può avere bisogno di un elemento about. Questi elementi sono solo per la versione ePub di SMIL. Ci deve anche essere un xml: lang per specificare la lingua e si possono avere content, id, dir.
L’elemento seq elenca il contenuto audio. Per la versione ePub è necessario disporre di un attributo: epub: textref che mostra il testo e la posizione del testo che viene sincronizzato. Si può opzionalmente avere un id e un ePub: type per mostrare la semantica strutturale.
L’elemento par elenca gli elementi che devono essere resi in parallelo. Può avere un id e un ePub: type. Ci deve essere un elemento di testo e può avere un elemento audio.
L’elemento text non ha contenuto, ma include src un attributo per individuare il contenuto del documento e include un fragment identifier che fa riferimento all’elemento specifico. L’attributo id è opzionale.
L’elemento audio deve avere un src per puntare al file audio. Si può anche avere un clipstart e attributo clipend per riprodurre solo una parte del file. Un id è opzionale.

  • E qui di seguito un snippet del codice SMIL:

[cc lang=”php” tab_size=”2″ lines=”40″]






[/cc]

Per avere un esempio tangibile di ePub con SMIL, ecco il link per scaricare gratuitamenteThe Beatles Yellow Submarine“. È un ePub un po’ pesante da scaricare in termini di peso (circa 300MB) perché ricco di Video e Audio.

Disponibile su App Store

  • Yellow Submarine iPhone

Yellow Submarine iPhone

  • Yellow Submarine iPhone

Yellow Submarine iPhone

ebook: animazioni giocando con canvas & co.

In attesa di scoprire quali saranno le novità dell’evento Apple indetto per fine gennaio, che pare sarà incentrato totalmente su iBooks, divertiamoci a dare un’occhiata in giro per vedere qualche curiosità applicabile (nella sfera del futuribile) agli ebook.
A novembre è stata pubblicata l’anteprima della copertina di un romanzo americano Daylight Savings di Edward Hogan.

(Per vedere l’effetto dovete avere installato Flash) Al di là del risvolto di marketing di un’operazione di questo tipo, viene da chiedersi se ci sarà una versione ebook che rispecchi caratteristiche affini all’originalità della copertina. Un ebook, insomma, più accattivante del solito. Che coinvolga il lettore con “effetti speciali”.
In rete, al riguardo, non si trova nulla. Per di più l’animazione della copertina è in Flash quindi non gira, per esempio, sui dispositivi Apple e probabilmente non ci sono intenzioni in tal senso da parte della casa editrice.
Ma cogliendo al balzo questo spunto ecco tornare dirompenti le possibilità introdotte dalle nuove caratteristiche dell’EPUB3 e le interazioni possibili con HTML5, canvas e JavaScript. E i tanti modi per far interagire il lettore con il libro. Questi sono esempi ludici, ma che permettono, con una buona dose di immaginazione, di scorgere l’orizzonte che si sta via via sviluppando (premete sui titoletti e verrete reindirizzati al sito di ogni esempio).

Questo primo esempio permette di ottenere un risultato simile a quello della copertina del libro citato sopra, lasciando scie di acqua e gocce sullo schermo.

canvas effetto acqua

Il secondo esempio è Ball Pool, dove con i movimenti e i click del mouse possiamo lanciare, creare e smuovere una serie di palle colorate.

ball-pool

In questo terzo caso, invece, l’animazione permette oltre che di adattare il movimento dell’onda a quello del mouse anche di mostrare una scritta diversa (in questo caso un tweet) ogni volta che con il click si fa esplodere una bolla.

canvas-water

E dulcis in fundo, un gioco online con tanto di musica. Sinuous game è stato realizzato da Hakim El Hattab, uno dei più attivi sperimentatori di canvas.
Seguite le istruzioni, premete “start” e sbizzarritevi.

Sinuous Game

Quante di queste realtà saranno possibili con l’EPUB3? Quali dispositivi permetteranno queste esperienze? Saranno opzioni utili per gli ebook o si correrà solamente il rischio di strafare dando vita a libri irriconoscibili? Chissà, nel frattempo un po’ di tempo per sognare e sperimentare non guasta. E per giocare, ovviamente 🙂

Novità per iBooks nell’evento Apple di fine gennaio?

Apple starebbe preparando un evento per la stampa fissato per fine gennaio a New York. Ancora non ci sono state comunicazioni ufficiali al riguardo ma i rumors si fanno sempre più insistenti: iBooks e iTunes U saranno i protagonisti.
Gli argomenti più accreditati al momento sono:
– rivoluzione nell’editoria scolastica con la distribuzione dei libri di testo su iBookstore;
– introduzione del nuovo formato EPUB3 con tutte le nuove potenzialità (audio, video, ecc.);
– nascita di una piattaforma per l’autopubblicazione di libri di autori indipendenti.

Non sarà un evento incentrato su nuovi hardware da presentare al pubblico, ma sembrerebbe orientato esclusivamente al campo dell’editoria.

iBooks 1.5: nuove font e addio Baskerville, Cochin e Verdana

La nuova versione di iBooks ha portato novità anche nell’ambito delle font di sistema del programma. Nella precedente versione il lettore poteva scegliere tra queste font: Baskerville, Cochin, Georgia, Palatino e Times New Roman. Nella versione 1.5 di iBooks ben tre vengono tolte, Baskerville, Cochin e Verdana, per far spazio a quattro nuove font: Athelas, Charter, Iowan e Seravek.
Il venir meno di queste tre font è un gran peccato, soprattutto per il Baskerville (font utilizzata per esempio dalla casa editrice Adelphi), ma forse la scelta è stata dettata da un problema di licenze di utilizzo? Apple non ha precisato ma potrebbe essere proprio questo il motivo.
Le nuove quattro font sono in maggioranza con grazie (Athelas, Charter e Iowan contro Seravek).
Qui di seguito gli screenshot per vedere bene la loro resa. Sono rispettivamente nell’ordine, dalla prima riga da sinistra a destra: Athelas, Charter, Iowan e Seravek.

  • iPhone – Font Athelas e Charter in iBooks

iPhone iBooks nuove font

  • iPhone – Font Iowan e Seravek in iBooks

iPhone iBooks nuove font